Exhibition

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5 POINZ Italy | Festival delle Culture Metropolitane

  • 24.25.26 luglio 2015 | Polignano a Mare (Ba), Centro storico
  • Vernissage: Piazzetta Fulvia Miani-Perotti, 24 luglio 2015 – Ore 19:30
  • Direzione scientifica e coordinamento ROSSOCONTEMPORANEO

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All’interno della vivace programmazione degli eventi culturali dell’Estate Polignanese 2015, ROSSOCONTEMPORANEO (Art Services e Agenzia di Comunicazione) lancia il format artistico e culturale 5 POINTZ Italy | Festival delle Culture Metropolitane. L’evento, che si terrà nei giorni 24-25-26 luglio p.v., sostiene Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

Matera Capitale Europea della Cultura 2019 e Comune di Polignano a Mare (Ba) sono partner ufficiali della tre giorni, che prevede una serie di fitti appuntamenti: talk tematici sulla street art e sulle culture metropolitane, mostra d’arte contemporanea e documentaria sulle poliedriche manifestazioni del fenomeno (dagli USA all’Europa), dj set, concerti hip hop e reggae, collegamenti con New York, Berlino e Parigi.

Il Progetto si propone come possibile primo appuntamento di edizioni successive, che porterebbero alla creazione ed istituzionalizzazione di un vero e proprio Museo di Arte e Cultura Urbana en plein air, ricollegando aree urbane periferiche e sistema extraurbano delle campagne in un percorso di fruizione allargato, di rivitalizzazione e riqualificazione di alcuni spazi pubblici irrisolti, come siti e strutture periferiche o nodi infrastrutturali, per restituirgli dignità di luoghi urbani, di socializzazione o ancora di aggregazione per la comunità.

Il nome del format, suggestivo, prende spunto direttamente dal 5 POINTZ newyorkese, il Tempio della street art internazionale abbattuto il 18 novembre 2013, che ha significato la definitiva cancellazione di circa 400 graffiti di artisti provenienti da tutto il mondo. Un pezzo importante di cultura metropolitana, demolito per interessi economici che hanno visto repentinamente il nascere di nuovi edifici per uffici, più redditizi. Ancora una volta la Cultura, risultato di una lunga stratificazione e contaminazione, e proprietà collettiva dell’uomo, aveva perso.

A Polignano a Mare, 5 POINTZ Italy vuole far rinascere quel Brand, proponendo la rinascita dei valori stessi di quella cultura. Dalla demolizione di 5 POINTZ alla “costruzione” di un nuovo “edificio diffuso” che, partendo da Polignano a Mare, possa estendersi a realtà e territori limitrofi, in un percorso di coinvolgimento interregionale.

Rinasce un Nome, 5 POINTZ, ricostruendo fisicamente un Brand, immaginario collettivo internazionale della Street Art e delle Culture Metropolitane. Nasce 5 POINTZ ITALY.

5 POINTZ Italy sarà un Festival con artisti di fama nazionale, invitati appositamente, che partirà proprio dalle maggiori personalità artistiche che la regione ha saputo lanciare nell’ultimo decennio. Un universo ricco e contraddittorio di forme e linguaggi dinamici espressi da media sempre diversi – murales e tag, stencil e posters, stickers e pins – ma anche dall’affascinante mondo della multimedialità, tra video e web.

Le prime manifestazioni Street Art, databili negli USA all’inizio degli anni ’70 del secolo passato (gli albori del graffitismo newyorkese), sono ormai un fenomeno socio-culturale, urbano e metropolitano contemporaneo che ha travalicato il sottile limite culturale che la etichettava come “arte illegale” per diventare una sempre più condivisa “arte istituzionalizzata” ed “urbana”. Attraverso le proprie influenze indiscutibili sulle arti visive, la Street Art assume una rilevanza unica sul panorama della creatività contemporanea. I Graffiti influenzano la grafica pubblicitaria, le campagne di marketing, il gusto di migliaia di persone. Il Festival 5 POINTZ Italy prevede talk, collegamenti skype, dj set, concerti, mostre e live painting che si svolgeranno tra la Piazzetta Fulvia Miani-Perotti, il Palazzo San Giuseppe (ex sede del Museo Pascali) e le vie del centro storico, dove skater boy ed artisti di strada animeranno ulteriormente la tre giorni, connotando fortemente l’evento di quella dinamicità tipica delle culture metropolitane.

Il Progetto 5 POINTZ Italy, ideato e coordinato da Angelo Raffaele Villani di ROSSOCONTEMPORANEO, è realizzato in collaborazione con:

  • Annalisa Defazio, Amelì Liana Lasaponara, Mara Venuto (curatrici nei settori musica, arte, talk e letteratura); Pierangela Fontana, Marika Marangella, Gabriele Benefico, Barbara Collevecchio, Claudia D’Alò (corrispondenti da Parigi e Berlino).
  • Ufficio stampa dell’evento: Valeria D’Autilia e Jessica Niglio.
  • Fotografo ufficiale della manifestazione: Daniele Coricciati.
  • Riprese video: HD MEDIA, di Gigi Piepoli, Margherita Maiorino, e Stefano Spinelli.

 

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Locandina

ART MEDICA | CANDY CRASH SAGA SUGAR

  • A cura di ROSSOCONTEMPORANEO | Testi critici di Amelì Liana Lasaponara
  • 6-26 dicembre 2014
  • MARCO MINOTTI | VANIA ELETTRA TAM

Studio Dermatologio Dottor Andrea Pastore | Corso Italia, 259 – Taranto

http://studiopastore.wordpress.com

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ORARI APERTURA MOSTRA

  • Lunedì, 16:00-20:00
  • Martedì, 18:30-19:30
  • Giovedì, 18:30-19:30
  • Venerdì, 16:00-20:00

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Chiusura lombarda per il settimo ed ultimo appuntamento di ART MEDICA, con la vivacità singolare di due artisti poliedrici, Vania Elettra Tam e Marco Minotti, tra i protagonisti della scena artistica contemporanea milanese. La fortunata rassegna d’arte contemporanea, ormai consuetudine ed incontro di sinergica Bellezza, dai valori dell’arte a quelli della medicina, rinnova l’apertura dello Studio Dermatologico del Dottor Andrea Pastore, con Sede a Taranto in Corso Italia n. 259, a tutti i suoi affezionati, ma anche nuovi frequentatori.

CANDY CRASH SAGA SUGAR, a cura di Angelo Raffaele Villani di ROSSOCONTEMPORANEO e con testi critici di Amelì Liana Lasaponara, inaugura sabato 6 dicembre p.v. alle ore 18.30, e sarà aperta e visitabile dal 6 al 26 dicembre p.v. Comasca di nascita la Tam, brianzolo Minotti, entrambi sono esempio di quel coraggio sfrontatamente lieto e leggero della rappresentazione, pur rimanendo comunque profondi, illustrando problematiche esistenziali contemporanee, emendate di fatto, da luoghi comuni borghesi ed al contempo, impreziosite di autoironia. Vania Elettra Tam gioca con il suo doppio, con il suo essere artista a tutto tondo, poiché la sua vita è percorsa dall’arte come scelta radicale. E’ performer di se stessa, è colei che crea, che fotografa e si fotografa, si rappresenta, si indossa, si ama. Marco Minotti abbraccia in un mix virtuoso la creazione di flora e fauna, inabissandosi nella delicata atemporalità di fondi dai colori tenui, contrappuntati da tratti di penna su tela. Partendo dalla decisa riconoscibilità iconografica di presenze ed influenze dell’arte manga, le creazioni di Minotti sono il risultato di ricerche miranti alla realizzazione di universi paralleli. E così, le nuance pastello, le figure illustrate ed ironiche dei due, i contorni evidenti, portano alla memoria un diffusissimo videogame, tanto celebrato nella rete, e ribattezzato all’occorrenza: Candy Crash Sugar, una sorta di puzzle dolce della vita dove l’arte, la gioia, la creatività e le immagini impattano reciprocamente forgiandoci per un livello superiore. Più alto è il livello, maggiore è la difficoltà. Parola d’ordine: resistenza. Caramelle, dolci e bombe colore diventano metafora della vita quotidiana e della dimensione sensoriale dei nostri.

Vania Elettra Tam è un’artista che affronta il quotidiano armata di seduzione, ironia e sagacia. Nulla è scontato e prevedibile poiché l’artista rende visibile l’invisibile: il disagio femminile di essere delimitate da cliché variabili a seconda degli interlocutori, per il misero e non ancora superato preconcetto di controllo sociale. Ed ecco che l’artista e le sue alter-ego si arruolano in figure autoironiche capaci di ribadire l’importanza di essere un tutto, di essere un universo junghiano, in cui la personalità altro non si riveli che il risultato della coesistenza di un numero variabile di sollecitazioni strettamente personali, diverse tra loro, ma interagenti. Le opere di Vania accolgono l’identità dell’artista, l’inconscio personale di lei donna, ma anche l’immaginario collettivo con i suoi archetipi (aspettative sociali), la sua anima e le sue ombre. La sintesi ironica della Tam: il fucile d’assalto nell’opera “Rebate hunter”. Pittoricamente le sue opere sono attraversate da un’impostazione deliziosamente grafica, illustrata, dai chiaro scuri solidi. A tratti surreale. E la costante dell’utilizzo di luci artificiali, di tagli sulla solitudine dei soggetti incastonati in ambienti chiusi od al massimo accompagnati dalle proprie ombre, mai troppo affidabili ma piuttosto dispettose, ricorda a pieno titolo l’opera dell’americano Edward Hopper.

Marco Minotti è un artista la cui creatività palesa contaminazioni iconografiche internazionali diventate esigenza di continua ricerca ed arricchimento per le sue produzioni. Dagli inizi informali alle rielaborazioni dei Manga pop, fino all’odierna sintesi di opere realizzate a penna su tela, Minotti ci narra di universi che si fanno momenti del divenire, universi che nascono da approfondimenti minuziosi calati in energetiche maree variopinte, dal chiaro richiamo surrealista. Le figure fluttuano all’interno della tela senza peso e stabilità per una sorta di azzeramento delle leggi di gravità. E’ la legge di Minotti che conta, quella dell’anima, della meditazione e del metodo. Il pragmatismo tecnico e la dedizione quotidiana, sono fondamentali per puntellare saldamente le opere alla necessità descrittiva dei tumulti sensoriali. Le sue figure costellano le superfici come realtà oniriche e ricorrenti. Non sono incubi, ma visioni pacificate dall’utilizzo di colori dolci, semplici, puliti. E’ un ritorno inconscio all’immaginario infantile attraverso cui, però, l’artista ha sempre segnalato le “anomalie” sociali di cui siamo vittime. Come un gioco, appunto. I temi della favola narrano di contenuti importanti – dall’omosessualità alle droghe, dalla bulimia al potenziamento sessuale artificiale, alla pedofilia. L’eleganza del tratto, la pulizia visiva delle opere e la sintesi compositiva concorrono a rendere visibile l’ossimoro delle criticità sociali.

(Amelì Liana Lasaponara)

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Locandina De Mitri-Miccolis

ART MEDICA | OPUS

  • A cura di ROSSOCONTEMPORANEO | Testi critici di Amelì Liana Lasaponara
  • 8-28 novembre 2014
  • DANILO DE MITRI| PIERPAOLO MICCOLIS

Studio Dermatologio Dottor Andrea Pastore | Corso Italia, 259 – Taranto

http://studiopastore.wordpress.com

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ORARI APERTURA MOSTRA

  • Lunedì, 16:00-20:00
  • Martedì, 18:30-19:00
  • Giovedì, 18:30-19:30
  • Venerdì, 16:00-20:00

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Novembre è il mese del sesto e penultimo appuntamento di ART MEDICA, ormai consuetudine di “Bellezza” per gli affezionati frequentatori dello Studio Dermatologico del Dottor Andrea Pastore, con Sede a Taranto in Corso Italia n. 259. Con inaugurazione sabato 8 novembre alle ore 18.30, OPUS, a cura di Angelo Raffaele Villani di ROSSOCONTEMPORANEO e con testi critici di Amelì Liana Lasaponara, vedrà in mostra i talentuosi artisti pugliesi Danilo De Mitri e Pierpaolo Miccolis. La mostra sarà aperta e visitabile dall’8 sino al 28 del mese p.v.

OPUS è “la Grande Opera”, il risultato finale della liturgia dell’alchimia, l’Ars Regia, e la cifra stilistica di entrambi gli artisti, che ben si presta a tale chiave di lettura.

La filosofia dell’alchimia, nei secoli, ha abbracciato trasversalmente la maggior parte delle discipline scientifiche, regalando anche numerose testimonianze artistiche. In tempi più recenti Karl Gustav Jung nel suo “Psicologia ed Alchimia”, pubblicato nel 1944, evidenzia le analogie dell’immaginario alchemico con ciò che lui definisce “inconscio collettivo”, sottolineando come gli archetipi corrispondano a momenti e simboli ricorrenti dal mito all’arte. Andrè Breton, nel secondo manifesto del Surrealismo (1929) scriverà :”[…] la pietra filosofale è in sostanza ciò che doveva permettere all’immaginazione dell’uomo di prendere una rivalsa sulle cose […]”. La chimica, quale scienza empirica, destabilizza i valori dell’alchimia, scienza dell’immaginare (dal latino “in me Mago agere”) che vive della propria utopia: realizzare l’oro in termini spirituali, raggiungere un’interiore conciliazione da proporre a modello armonioso di un’umanità affrancata dalle proprie miserie materiali, vivere questo processo liberatorio come azione creativa di trasmutazione. Trascendere se stessi per trasformare il mondo. Negli innumerevoli testi storici, il processo creativo che porta all’OPUS è suddiviso in fasi (da tre a cinque, riconducibili ad altrettante frequenze dello spettro visibile), passando dalla prima “nigredo” – fase della materia e del nero, a cui corrisponde l’elemento terra, la notte, l’inverno, la vecchiaia e la morte – e superando le fasi intermedie dell’ “albedo” (del bianco, dell’elemento acqua, della primavera e della fanciullezza) e della “citrinitas” (del giallo e dell’elemento aria, dell’estate, della giovinezza), fino ad arrivare alla “rubedo” del rosso e dell’oro, della pietra filosofale, a cui corrispondono l’elemento fuoco, l’autunno e il tramonto, la maturità. Così le quattro fasi tratteggiano un sistema simbolico di cui l’alchimia diventa il cardine, subordinando ogni altra quadripartizione cosmogonica, degli elementi (terra, acqua, aria e fuoco), delle stagioni, delle quattro età dell’uomo e  dei quattro umori.

Anche per l’artista contemporaneo l’Alchimia assurge a modello di riferimento archetipico, conservando il fascino di un paradigma mitico nel quale specchiare i turbamenti psichici e materiali, che è l’azione del solvere e coagulare il cinabro nel crogiuolo, la sintesi dagli esiti felici e liberatori della ricerca.

L’opus creativa di Danilo De Mitri si materializza attraverso la fotografia digitale come fitta rete di vitrei alambicchi che restituiscono all’osservatore la visibilità ipnagogica, la sensazione onirica. “A volte fotografo incubi” racconta l’artista. La componente fortemente simbolica nelle sue opere trae forza da simmetrie e composizioni, spesso necessariamente monocrome, evocando senza censure i cerimoniali del proprio processo creativo, il pristino e silente travaglio propriocettivo, per poi restituire, nell’atto finale, l’artista come cosa compiuta. L’arte di De Mitri porta in sé, come l’Opus, una turbolenta e sofferta parabola di agnizione della materia dall’informe alla forma, dall’incubo al sogno, cui corrisponde il processo “spirituale” ed anagogico verso la luce della bellezza, verso la liberazione nella idealità. Circonvolvere dalla nigredo alla rubedo, senza esitazione alcuna, ma come necessità di protrazione.

Pierpaolo Miccolis è un artista che utilizza quale medium d’eccellenza l’acquerello. Dal piccolo al grande formato, Miccolis compie la sua ricerca partendo dallo studio anatomico faunistico, enfatizzando i processi mutogeni che danno luogo a nuovi esseri capaci di risorgere a se stessi. La trasparenza dei suoi colori, che scivolano sovrapponendosi e spandendosi in macule screziate, si trasformano in esseri mutevoli, figli della contaminazione tra volontà progettuale e casualità sapiente. Miccolis come “Imago” del proprio Io, tra coscienza e scienza. L’OPUS dell’artista vive un processo inverso, dalla luce, al buio, all’ombra. È il vincolo tecnico dell’acquerello che impone un’elaborazione dalle tonalità chiare, dal traslucido allo scuro, dal cristallino al torbido, attribuendo all’artista la piena facoltà di inabissarsi nel buio, consapevole da quale onda di luce partire.

(Amelì Liana Lasaponara)

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Identità

IDENTITA’

  • 11 ottobre 2014
  •  A cura di Angelo Raffaele Villani | Testi critici Amelì Liana Lasaponara
  • Artisti in mostra: Fernando De Filippi | Danilo De Mitri | Giulio De Mitri | Teo De Palma | Iginio Iurilli | Silvio Giordano | Francesca Randi | Lucia Rotundo

LOCATION: Castello di Avetrana, Via Veterani | Avetrana, Taranto

VERNISSAGE: Sabato 11 ottobre, ore 18:30-23:00

In occasione della Decima Edizione della Giornata nazionale del Contemporaneo, AMACI, Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, 26 musei AMACI ed oltre 1000 realtà in tutta Italia per il decimo anno consecutivo aprono gratuitamente al pubblico i loro spazi e inaugurano ufficialmente la stagione dell’arte contemporanea. AMACI ha scelto l’11 ottobre 2014 per il grande evento dedicato all’arte contemporanea e al suo pubblico: la Giornata del Contemporaneo, quest’anno alla sua Decima edizione.

ROSSOCONTEMPORANEO s’inserisce nel circuito espositivo nazionale, presentando IDENTITA’, evento d’arte contemporanea che spazierà tra fotografia, installazione, video art e scultura, presentando otto artisti nazionali, giovani e maestri, a confrontarsi in un luogo d’eccezionale fascino e bellezza, come il Castello di Avetrana (Taranto), XIV sec.

IDENTITA’, a cura di Angelo Raffaele Villani e testi critici di Amelì Liana Lasaponara, sarà patrocinato dal Comune di Avetrana (Ta).

L’evento si svolgerà nella sola giornata di sabato 11 ottobre 2014, con inizio evento fissato per le ore 18,30.

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In allegato, COMUNICATO STAMPA, locandina dell’evento e alcune opere che si troveranno in esposizione.

Comunicato Stampa IDENTITA’

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Locandina Cavallaro Ciracì

ART MEDICA | MIRABILIA

  • A cura di ROSSOCONTEMPORANEO | Testi critici di Amelì Liana Lasaponara
  • 5-25 ottobre 2014
  • CLAUDIO CAVALLARO | GIUSEPPE CIRACI’

Studio Dermatologio Dottor Andrea Pastore | Corso Italia, 259 – Taranto

http://studiopastore.wordpress.com

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ORARI APERTURA MOSTRA

  • Lunedì, 16:00-20:00
  • Martedì, 18:30-19:00
  • Giovedì, 18:30-19:30
  • Venerdì, 16:00-20:00

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“Non si contentando il vano e vagabondo parpaglione di potere comodamente volare per l’aria, vinto dalla dilettevole fiamma della candela, diliberò volare in quella; e ‘l suo giocondo movimento fu cagione di subita tristizia; imperò che ‘n detto lume si consumorono le sottile ali, e ‘l parpaglione misero, caduto tutto brusato a piè del candellieri, dopo molto pianto e pentimento, si rasciugò le lagrime dai bagnati occhi, e levato il viso in alto, disse: “O falsa luce, quanti come me debbi tu avere, ne’ passati tempi, avere miserabilmente ingannati. O si pure volevo vedere la luce, non dovev’io conoscere il sole dal falso lume dello spurco sevo?”

[Leonardo da Vinci]

Una fiaba, un filo conduttore.

Domenica 5 ottobre p.v., lo Studio Dermatologico del Dr. Andrea Pastore, sito in Corso Italia 259, presenta il quinto appuntamento della rassegna Art Medica, a cura di ROSSOCONTEMPORANEO e con i testi critici di Amelì Liana Lasaponara.

Ottobre è il mese della meraviglia, dello stupore, delle possibilità, e si apre alla bellezza delle opere di Giuseppe Ciracì, brindisino, e Claudio Cavallaro, siracusano, artisti dalla ricerca formale lontanissima, antitetica, ma che si fondono poeticamente nella rarefazione dello spirito, principio fondante da cui è nata Art Medica, nel suo connubio tra arte e scienza, quali linguaggi complementari e necessari di una iperbole di emozioni profonde che ne genera la ricerca.

Lo stile fortemente classicheggiante della location accoglie superbamente le opere di Giuseppe Ciracì, la cui sensibilità artistica trova empatia e nuova linfa nell’opera di Leonardo da Vinci, a cui fa riferimento specifico, rivisitandola e cogliendo sfumature di approfondimento sulle origini fisiche e spirituali dell’uomo. Leonardo fu maestro dell’illustrazione anatomica, la cui particolarità, unica nel genere scientifico, fu la trascrizione grafica in esplosione del corpo umano, rappresentato in tavole, conservate attualmente, per la maggior, al Castello di Windsor, in Inghilterra. Da qui l’ispirazione delle recentissime opere di Ciracì. Ciò che appare come magistrale tecnica descrittiva e ritrattistica, in realtà è una profonda acquisizione del dato umano che emerge prepotente dalle immagini. Gli assemblaggi di dettagli elegantemente raccontati da chiaroscuri morbidi e palpabili rappresentano la codifica visiva dell’animo umano, la parte profonda imperscrutabile che l’artista cerca di tirar fuori, materializzandola attraverso una stratificazione anatomica concettuale. Ciracì è ricerca e sapienza artistica, capace di generare un’anima tridimensionale, imprescindibile dal nostro altrettanto meraviglioso involucro carnale.

Ben si armonizza l’installazione di Claudio Cavallaro con la delicatezza delle sue farfalle bianche, che prendono vita attraverso le lampade di Wood. Cavallaro lavora seguendo un linguaggio di contrapposizioni e convivenze, tra buio e luci, creando installazioni site specific che trasfigurano in negativo di fotografia. Le luci di Wood nel loro essere lampade speciali, con all’interno del tubo vitreo scuro,  piccole particelle di ossido di nichel in grado di proiettare rigorosamente raggi UV-A, trasformano la realtà, rendendo il bianco fluorescente e fortemente vivido, nuovo, rinato attraverso una metamorfosi che è luce e spirito.

Ecco Mirabilia: fogli, carte, disegni e pitture che confluiscono in un buio che è momento transitorio e che si fa condizione necessaria per un concetto di rinascita, volo liberatorio che si racconta nella leggerezza della farfalla. Dalle opere così intimamente ricercate di Giuseppe Ciracì alla leggerezza della creazione di Claudio Cavallaro, dove il bianco partorito dalla luce nera è la certezza di un’altra vita, di un’altra possibilità.

È un’altra morale. È la tridimensionalità della fiaba leonardesca.

(Amelì Liana Lasaponara)

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locandina BLOW-UP

ART MEDICA | BLOW-UP

  • A cura di ROSSOCONTEMPORANEO | Testi critici di Amelì Liana Lasaponara
  • 6-27 settembre 2014
  • CLAUDIO DI CARLO | FRANCESCA RANDI | CLAUDIA VENUTO

Studio Dermatologio Dottor Andrea Pastore | Corso Italia, 259 – Taranto

http://studiopastore.wordpress.com

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ORARI APERTURA MOSTRA

  • Lunedì, 16:00-20:00
  • Martedì, 18:30-19:00
  • Giovedì, 18:30-19:30
  • Venerdì, 16:00-20:00

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Ritorna Art Medica presso lo Studio Dermatologico del Dottor Andrea Pastore, con il quarto appuntamento di settembre.

Ritorna con BLOW-UP, appuntamento in cui il mezzo d’indagine ad ampio spettro è la macchina fotografica.Lo scatto come comune denominatore delle ricerche formali di Francesca Randi, fotografa cagliaritana, Claudio Di Carlo, pittore pescarese, e Claudia Venuto, pittrice tarantina.

BLOW-UP è un doveroso omaggio all’opera omonima di un capolavoro della cinematografia italiana di Michelangelo Antonioni, datata 1966. Ma non solo.
BLOW-UP è valenza espressiva, è sostanza per questa collettiva.
Il regista, nella sua opera, ha voluto “ricreare” la realtà in una forma astratta, “[…] volevo mettere in discussione il reale presente attraverso il visto non visto. Il dubbio di ciò che è e che potrebbe non essere […]”. La realtà, secondo il Maestro, ha numerosi volti, e il dubbio, il distacco, dona giusto valore alle cose.
BLOW-UP è una “recita senza epilogo […]”.
Antonioni è il primo regista che si serve di una cultura grafica, pittorica. I suoi personaggi hanno un tipo di coscienza proiettata fuori da se stessa.

Art Medica, in BLOW-UP, parte da questa relazione con il mondo che diventa misteriosa, estranea, enigmatica. Scompare la familiarità tra l’uomo e le cose. Il mondo appare forte e presente. E’ un appuntamento con la visione, il silenzio, la sintesi emozionale. Nelle opere degli artisti ritroviamo enfatizzati e descritti, l’assenza, l’attesa, il desiderio dell’altro, una comunicazione solitaria ma a maggior ragione una comunicazione affettiva e viva, appassionata, passionale, fatta appunto di dialoghi scarni. Analisti sottili di sentimenti, cacciatori di immagini straordinarie, ricercatori del necessario. Un modo peculiare di volgere gli sguardi sul mondo.

Francesca Randi utilizza la fotocamera quale medium d’eccellenza realistica ed al contempo fantastica, dove la realtà si ammanta di immagini oniriche, traslate verso l’immaginario sensibile dell’artista. Gli elementi d’uso comune, familiare, nella propria decontestualizzazione, sono branditi come accenti fonetici sulle parole àtone del quotidiano. A dar forza alla sottile ed elegante contestazione delle stanche certezze della realtà, contribuiscono i soggetti viventi e silenti e gli oggetti concreti e solitari, incastonati in scene spaziali di vetusta memoria. Sono le campagne a ridosso delle grigie periferie cittadine, sono i muri diroccati di case di fantasmi infantili. La Randi, come pochi artisti dell’obiettivo, cerca di fermare i frame della memoria, quasi appunti, in singoli scatti che diventano culla del nostro vissuto. E lo fa, sussurrando.

Claudio Di Carlo è artista cosmopolita, lavora tra Roma, Pescara ed Amburgo. È uomo poliedrico,contemporaneo, curioso intellettualmente e sempre all’avanguardia nell’ambito della propria ricerca formale. Le sue opere sono il risultato di un’indagine in corso. È come se ciascuna fosse “il” corpo del reato,poiché le immagini sono ingrandimenti, veri e propri blow-up, accostati e suscettibili di riposizionamenti mentali. L’osservatore non osserva, indaga. Ogni porzione visiva ci offre una serie di dettagli cumulabili a formare la nostra identità di lettura. Ci si ritrova, stupendosi, sensualmente voyeur poiché il taglio di Di Carlo incide nell’istinto animale, nella parte più oscura di ciascuno di noi.

Claudia Venuto chiude egregiamente l’analisi di blow-up, nella sua poetica formale, che si fa trascrizione di una realtà psicologica. Le sue opere sono la codifica visiva della psiche umana,carica di contraddizioni emozionali che vivono tra i propri desideri profondi ed intimi e le aspettative che gravano dai condizionamenti sociali. Il suo è un impulso elettrico emozionale trasmutato sulla tela. È come se i soggetti delle sue opere si identificassero visivamente con le alchimie mentali approfondite dall’artista. Claudia dà un volto alle inquietudini interiori e riesce a farlo attraverso volti noti, familiari, amicali. Il tranello dell’inquietudine è qui, tra di noi. Indossa volti come maschere rassicuranti a sopire l’ansia della coesistenza tra dubbi e certezza, tra verità e menzogna. La battaglia interiore che la società ci insegna a combattere inducendoci a scelte radicali, nella realtà,trova epilogo, come nelle opere di Claudia, nella compenetrazione tra limiti ed orizzonti di noi stessi.

(Amelì Liana Lasaponara)

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LOC

ART MEDICA | IN.EZIA ET.CETERA. STORIE DI ORDINARIA IRONIA

  • A cura di ROSSOCONTEMPORANEO | Testi critici di Amelì Liana Lasaponara
  • 5-26 luglio 2014
  • PIERLUCA CETERA | EZIA MITOLO

Studio Dermatologio Dottor Andrea Pastore | Corso Italia, 259 – Taranto

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ORARI APERTURA MOSTRA

  • Lunedì, 16:00-20:00
  • Martedì, 18:30-19:00
  • Giovedì, 18:30-19:30
  • Venerdì, 16:00-20:00

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Arriva il terzo appuntamento di ART MEDICA 2014 presso lo Studio Dermatologico del Dottor Andrea Pastore, a Taranto, e a intrattenere il confronto tra arte e medicina, questo mese, sono Pierluca Cetera, gioiese, ed Ezia Mitolo, tarantina, con IN.EZIA ET.CETERA. STORIE DI ORDINARIA IRONIA.

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IN.EZIA ET.CETERA. STORIE DI ORDINARIA IRONIA

“La libertà comincia dall’ironia”. (Victor Hugo)
L’ironia è la chiave di lettura del terzo appuntamento di Art Medica, che presenta le opere di Ezia Mitolo e Pierluca Cetera.
I due artisti, tarantina la Mitolo, gioiese Cetera, attraverso la leggerezza spirituale, l’arguzia formale, affrontano le tematiche profonde delle contraddizioni del vivere quotidiano e lo esplicano con un metodo che diventa emblema di libertà di pensiero, poiché l’analisi artistica valorizza le infinite possibilità interpretative senza soluzioni preconcette o pregiudiziali.
Lo spirito volutamente ironico dei due, consente un contemporaneo rapporto di avvicinamento ed allontanamento rispetto alla percezione emotiva, diventando una sorta di antidoto atto a ponderare l’entusiasmo affettivo verso l’oggetto, frenandone l’annullamento in esso ed, al contempo, impedendone la delusione di una eventuale presa di distanza dell’oggetto stesso.

Pierluca Cetera il filologo dell’ironia e del grottesco. I suoi soggetti pittorici ci appaiono come figure imprigionate dal bianco del fondo, vistosamente e volontariamente materico, solido, come fosse roccia sedimentaria sociale.

Ezia Mitolo è arte nel suo modus vivendi. Lei è ora, adesso, ma intimamente innamorata dei suoi “grumi emozionali” , come giochi d’infanzia riposti, ma mai dimenticati. I suoi disegni concreti, materici, vivono organicamente nel nostro tatto. I suoi video sono attuali superotto della nostra memoria.

[Amelì Liana Lasaponara]

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PIERLUCA CETERA

Pierluca Cetera nasce a Taranto nel 1969 e vive e lavora a Gioia del Colle (Ba).
Cresciuto a Castellaneta, ha studiato a Bari, ha esposto in Puglia, al Nord (compresa Milano, Palazzo Reale) e all’estero (personali a Shanghai e Lucerna). Vive a Gioia del Colle che Cesare Brandi, in “Pellegrino di Puglia” definì “uno dei rari paesi smorti, per l’appunto senza gioia, della Puglia”. Ma di persona è molto più allegro del paese e dei suoi quadri.

“L’umanità varia ritratta da Cetera perlopiù appartiene a un mondo sommerso, di disagio e perversione, di vite vissute nella quotidianità più scialba, covando magari ribellioni improvvise e incontrollabili. (M. D.)

PRINCIPALI MOSTRE RECENTI

2014- “Il Bosco”, a cura di Vincenzo Schino, Terni;
2014- “Sonno”, con il gruppo artistico Opera, teatro della Cartiera, Rovereto (TN);
2013- “Scritturati”, galleria FormaQuattro, Bari;
2013- “Il Bosco”, a cura di Vincenzo Schino, Teatro dell’Arte, Triennale, Milano;
2012- “Il Bosco ( i mostri della ragione generano sonno)”, a cura di Vincenzo Schino, Teatro Nuovo, Verona;
2012- “Porta in Faccia”, a cura di ArtSob, L. Naglieri e L. Carbonara, Porta Baresana, Bitonto (BA);
2012- “La (mala) creanza”, a cura di Roberto Lacarbonara, galleria FormaQuattro, Bari;
2011- “L’accordo” (bipersonale), a cura di Roberto Lacarbonara, Studio7, Rieti;
2011- “emiCRANIA (con aura)” testo critico di Antonella Marino, studio d’arte Fedele, Monopoli;
2011- “Le Cavie”, nell’ambito della rassegna “senso plurimo”, a cura di Marinilde Giannandrea, Cantieri Teatrali Koreja, Lecce.

EZIA MITOLO

Ezia Mitolo nasce a Taranto, dove vive e lavora. Si diploma all’Accademia delle Belle Arti di Bari, sotto la guida degli scultori Francesco Somaini e Nicola Carrino, perfezionandosi nel 2007 con il Biennio di Specializzazione in Arti Visive della Musica e dello Spettacolo presso l’Accademia delle Belle Arti di Macerata. Nel 2003 partecipa alla XIV Quadriennale di Roma Anteprima nel Palazzo Reale di Napoli, nel 2005 prende parte all’evento multimediale promosso da Drome Magazine – Download.fr/it – Roma/Parigi, nel 2011 è all’Edinburgh Art Festival, nel 2013 è presente alla Festa del Cinema del Reale di Specchia. La sua ricerca artistica spazia dalle installazioni scultoree a quelle grafiche, dalla fotografia, video, performance interattive. Contemporaneamente alla sua attività di artista, si dedica a progetti e realizzazioni di Laboratori Didattici sperimentali di disegno, scultura, performance e video performance nell’ambito delle scuole italiane, musei, di rassegne e festival. Vanta numerose esposizioni personali e collettive, premi e pubblicazioni nazionali ed internazionali.

PRINCIPALI MOSTRE RECENTI

2014- “M&P – Monticelli&Pagone + APULIAN ALIENS. Foreign Bodies”, Alpha Art Gallery, Stockbridge Library, Istituto Italiano di Cultura Summer Events 2014 In-Art | Art Where You Are, Stockbridge, Edinburgh;
2014- Progetto fotografico selezionato per la pubblicazione nel libro Il corpo solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea, a cura di Giorgio Bonomi, Rubbettino Editore;
2013- “Festa del Cinema Reale / Festival del Cinema documentario”, Taranto Rooms, Castello Risolo, Specchia, Lecce;
2013- “Un seme nel deserto”, Galleria BlUorG, Bari;
2012- “Buon Natale da Taranto”, City Art Gallery, Milano;
2012- “Save the beauty | Taranto chiama Italia-Italia risponde”, Rossocontemporaneo, Taranto;
2011- “Edinburgh Art Festival – The Big Things on the Beach – Public Art Fest”, Portobello,Edinburgh, Indoor Bowls and Leisure Centre, Scotland;
2011- “Obiettivo mediterraneo ITALIA TURCHIA – dialogo tra culture”, Primo Piano LivinGallery, Palazzo Turrisi, Castello Carlo V, Lecce;
2010- “Casaluce/Geiger-synusi@” La mia casa multidi/identitaria cyborgper ROAMING – Transition. A private matter Vyšehradská 26, Prague (CZ);
2010- “Uno stuzzicadenti per Jarry”, evento itinerante tra Italia (Brescia, Milano, Palermo) ed Europa (Svizzera, Francia, Belgio).

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Locandina Festi-Latini

ART MEDICA | ESSERE. VERBO IMPERFETTO

  • A cura di ROSSOCONTEMPORANEO | Testi critici di Amelì Liana Lasaponara
  • 7-28 giugno 2014
  • MASSIMO FESTI | ERIKA LATINI

Studio Dermatologio Dottor Andrea Pastore | Corso Italia, 259 – Taranto

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ORARI APERTURA MOSTRA

  • Lunedì, 16:00-20:00
  • Martedì, 18:30-19:00
  • Giovedì, 18:30-19:30
  • Venerdì, 16:00-20:00

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Arriva il secondo appuntamento di ART MEDICA 2014 presso lo Studio Dermatologico del Dottor Andrea Pastore, a Taranto, e a intrattenere il confronto tra arte e medicina, questo mese, sono Massimo Festi, ferrarese, e Erika Latini, anconetana, con ESSERE.VERBO IMPERFETTO.

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ESSERE. VERBO IMPERFETTO

Ogni essere esistente ha qualità proprie, e connotanti la propria vera essenza.
E quante più sono, tanto più completo sarà.

Sarà perfetto: completo e compiuto. Sarà finito. Se ciò è vero, l’imperfezione rappresenterà la negazione delle qualità e l’espressione di tutti i limiti dell’essere. L’imperfezione diventa, quindi, espressione dell’umanità smarrita.

Essere. Verbo imperfetto si veste di consapevolezza, assolvendo alla dote della propria maturità attraverso il paradosso della perfezione, secondo la quale “l’imperfezione” sarebbe perfezione.

Coppia nella vita, occasionalmente qui coppia creativa, Erika Latini e Massimo Festi esaltano, nella propria ricerca artistica, l’aspetto antropico dell’imperfezione e la sua incidenza nel quotidiano, proclamando “L’amore imperfetto quale quello più autentico”, vero e proprio manifesto d’amore e d’arte attraverso percorsi narrativi su stampe digitali, ricami, cuori in plastica, maschere. Gli artisti, marchigiana la prima e romagnolo il secondo, con grandissima ironia, danno vita ad una contaminazione di linguaggi e simboli che esaltano quello che è il loro legame privato che diviene, per forze universali, quello di tutti. L’osservatore  si troverà a curiosare nella valigia dei ricordi custodita nella soffitta di ciascuno, quella che si riapre con trepidante nostalgia e che ci ricorda cosa sia l’amore: il detonatore della vita. E così rileggeremo le lettere di Erika, scritti d’amore intessuti dal filo rosso che diventa linea di sangue e memoria perpetua, come punti di sutura sul  cuore. O le maschere di Massimo “…attraverso le maschere della vita per non trovarsi mai slegati…”

Massimo Festi si estrinseca attraverso l’immagine digitalizzata che diventa galleria di “personaggi” costretti a celare l’umano non più percepito da una società ormai circo mediatico globale, passerella per soggetti in disperata ricerca d’autore e le cui  maschere, simulacri di una perfezione formale indossata, ne rivendicano la dignità dei diversi, degli imperfetti, dei “freaks” come la nota opera cinematografica di Tod Browning del 1932, nella cui colonna sonora riecheggia la frase, “Gobble, gobble, we accept her, we accept her, one of us, one of us!.”

Erika Latini ricerca attraverso la memoria, i ricordi, le sensazioni. L’immaginario è un puzzle di tessere mnemoniche, di istanti rielaborati e trascritti, tra schizzi, disegni pieni, e scarabocchi. La linea di Erika è sicura, dominante ma sempre addolcita dalla lettura ludica di chi ama la propria esistenza come apertura costante al mondo, la cui visione disincantata dell’adulto non ne sopprime il sorriso della fanciulla. Il ricamo è una soluzione linguistica percepita quale elemento tangibile che lega a sé gli eventi della vita.

“Se tutto è imperfetto in questo imperfetto mondo, l’amore invece è perfetto nella sua assoluta e squisita imperfezione”. (Jöns in Il Settimo Sigillo, 1957. Regia di Ingamr Bergman)

Massimo Festi_Mostre

Erika Latini_Mostre

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Locandina marzulli-monticelli&pagone

ART MEDICA | EXISTENTIA

  • A cura di ROSSOCONTEMPORANEO | Testi critici di Amelì Liana Lasaponara
  • 3-24 maggio 2014
  • JARA MARZULLI | MONTICELLI & PAGONE

Studio Dermatologio Dottor Andrea Pastore | Corso Italia, 259 – Taranto

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ORARI APERTURA MOSTRA

  • Lunedì, 16:00-20:00
  • Martedì, 18:30-19:00
  • Giovedì, 18:30-19:30
  • Venerdì, 16:00-20:00

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Parte il calendario di ART MEDICA 2014 presso lo Studio Dermatologico del Dottor Andrea Pastore, a Taranto.

CONTINUA >> Concept ART MEDICA

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L’uomo esiste. Esiste come esistono tutte le realtà oggettive del mondo sensibile.

Ma è l’essenza l’elemento che distingue l’esistenza, in quanto ne specifica la natura dell’essere. L’essenza è il mistero che l’artista tenta di svelare nella sperimentazione della propria ricerca. Il risultato non sarà mai verità assoluta, ma lettura di una verità d’artista. E questo potrebbe risultare sufficiente per comprendere il concetto di EXISTENTIA.

Jara Marzulli e Monticelli&Pagone inaugurano il calendario di ART MEDICA. La Marzulli con il suo deja vu sensoriale, Monticelli&Pagone con il proprio dittico concettuale.

Le opere di Jara Marzulli sono puntellate da un’ansia nostalgica verso una vita che reca in sé l’unica autenticità: una metamorfosi perenne e ciclica, che si fa deterioramento del corpo a favore dell’essenza. Ciò si traduce formalmente come esaltazione della condizione dell’anima, quasi tatuaggio nella carne. Jara ci regala una ricerca alchemica tra mente, anima e corpo, sintesi di  bellezza autentica, attraverso il ripetersi perpetuo delle sequenze vitali, tra operosità e stasi, tra coinvolgimento ed allontanamento, tra maternità e distacco. Le verità raggiunte nelle sue opere figurano come icone carontiche verso nuovi momenti percettivi. E si sa: chi vive la vita senza timore alcuno, si lascia attraversare da essa.

Il geniale vincolo professionale che lega Alessandro Monticelli e Claudio Pagone valorizza, amplificandole, entrambe le personalità, in un processo creativo dove il partner artistico rappresenta la prima forma di pubblico. Tutto il loro lavoro si basa sul concetto del “dittico”, della dualità sia creativa che formale. Due sono le intuizioni di partenza che si fondono nell’opera finale a quattro mani. Opera processata  dall’iter classico, dal foglio al plotter, alla tecnica mista. Due sono le tesi formali sostenute nelle opere. Una intenzionalmente figurativa, l’altra più sintetica, concettuale. I soggetti sono uomini e donne simultaneamente, nuovi canoni di bellezza ibrida che accentua l’ambiguità dell’individuo odierno. Partire da un archetipo classico per giungere alla formulazione di una sintesi contemporanea riconoscibile, griffata, omologata, ma più sicura socialmente, proprio per questo. Ma questa omologazione reitera una tendenza comune che è quella di confondere l’apparire con l’essere. Nelle opere, infatti, la dualità  è amplificata dalla presenza del soggetto e dall’immagine speculare di esso,  dipinta di nero quale  colore dell’ombra, della coscienza forzata di sé,  che si fa ”essenza”, energia di un corpo smaterializzato. Ombra come concetto di specchio dell’anima, specchio muto ed opaco, capace di trasformarsi in altro da sé.

[Amelì Liana Lasaponara]

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JARA MARZULLI

Jara Marzulli nata a Bari nel 1977.
Diplomata al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Bari con il massimo dei voti, partecipa dal 1999 ad esposizioni in tutta Italia e all’estero. Selezionata e premiata in diversi concorsi, tra i quali: Premio Morlotti, XII Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, Premio Combact, Premio ORA, Wannabee Prize International Art Contest 2011. Le sue opere sono pubblicate in numerosi cataloghi.

PRINCIPALI MOSTRE RECENTI

  • 2013- “Riportami all’inizio”, a cura di R. Lacarbonara, E-Lite studiogallery, Lecce;
  • 2012- “Come bocca di pesce i pensieri”, a cura di A. M. Soldini e R. E. Mazzarago, galleria Le Muse Giovani, Adelfia (Ba);
  • 2011- “Locus Animae, sesto episodio. Biennale Out Off”, a cura di S. Momentè, F. Kursaal, Jesolo (Ve);
  • 2011- “Constellacion3”, a cura di C. Calò, Museo Maguncia, Buenos Aires, Argentina;
  • 2010- Bi-personale Jara Marzulli/Pu:re, a cura di A. Cervelli, galleria Contemporanea, Roma;
  • 2010- “Less is more”, a cura di A. Agazzani, galleria L.I.B.R.A., Catania;
  • 2010- “Femminile, plurale”, Spaziarti Ungallery, Milano;
  • 2009- “Sotto-Pelle”, Spazio Nodo, Bari;
  • 2009- “Party con Alice”, a cura di Askosarte e I.S. Fenu, Museo Peppetto, Nuraghi (Or);
  • 2008- “Babele_08”, a cura di A. Marino e G. Bellini, Galleria Bluorg, Bari.

MONTICELLI & PAGONE

Alessandro Monticelli (1973) & Claudio Pagone (1976) nel 1999 si uniscono con la sigla M&P. Vivono e lavorano tra Sulmona e Roma. Diversi loro lavori sono archiviati nell’archivio “arte del XXI secolo” della soprintendenza speciale per l’arte contemporanea (Roma), nell’archivio di arte contemporanea” VIA FARINI” (Milano) e nell’archivio di arte contemporanea “FUTURO” (Roma). Inoltre molti lavori sono parte di numerose collezioni private.

PRINCIPALI MOSTRE RECENTI

  • 2013- “Frammenti di un discorso amoroso”, a cura di M. Rinaldi, Centro Luigi di Sarro, Roma;
  • 2013- “Divieto di Affissione 2° fermata Napoli”, a cura di G. Ippolito, Zeta Studio, Napoli;
  • 2012- “Terrae Motus Shut out–Chiusi Fuori”, a cura di M. Sconci, MU.SP.A.C., L’Aquila;
  • 2012- “Life” ARTVERONA, a cura di VR_art Curator, Verona;
  • 2012- “Attenti a quei due”, a cura di I. Miccoli, Galleria Rossocontemporaneo, Taranto;
  • 2011- “Segni incorporei”, a cura di L. Barillaro, Numen Gallery, Benevento;
  • 2010- “Interface”, a cura di G. Greco, Galleria CO.61, Taranto;
  • 2010- “Intiminhotel”, a cura di A. Maiorano, C. Reggio, ARTOUR-O, Firenze;
  • 2009-  “Rorschach re evolution, a cura di G. Di Giacomo, Galleria Carlo Gallerati, Roma;
  • 2011- “Wonderart”, a cura del Collettivo Curatorial Mlac, Museo MLAC, Roma.

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GLI ARTISTI

Jara Marzulli, Monticelli & Pagone, Massimo Festi, Erika Latini, Pierpaolo Miccolis, Danilo De Mitri, Claudio Di Carlo, Claudia Venuto, Francesca Randi, Silvia Argiolas, Giuseppe Ciracì, Giuseppe Bombaci, Pierluca Cetera, Ezia Mitolo, Vania Elettra Tam, Marco Minotti.

artisti art medica

CALENDARIO EVENTI

  • MAGGIO, 3-24 | Jara Marzulli – Monticelli & Pagone
  • GIUGNO, 7-28 | Massimo Festi – Erika Latini
  • LUGLIO, 5-26 | Pierluca Cetera – Ezia Mitolo
  • AGOSTO, 2-30 | Claudio Di Carlo – Claudia Venuto
  • SETTEMBRE, 6-27 | Silvia Argiolas – Francesca Randi
  • OTTOBRE, 4-25 | Giuseppe Bombaci – Giuseppe Ciracì
  • NOVEMBRE, 8-29 | Danilo De Mitri – Pierpaolo Miccolis
  • DICEMBRE, 6-27 | Marco Minotti – Vania Elettra Tam

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EPIDERMIDE

S’inaugura sabato 12 ottobre 2013 a Pulsano (Ta), nel cinquecentesco convento di Santa Maria dei Martiri, alle ore 19:00, la mostra collettiva EPIDERMIDE, organizzata da ROSSOCONTEMPORANEO, all’interno della programmazione dello Jonio Jazz Festival Winter.

L’evento espositivo flash, che si svolgerà nell’antico refettorio del convento, nella sola giornata di sabato 12 ottobre, sarà occasione di confronto artistico, tra musica jazz ed arti figurative, tra i colori dell’improvvisazione del noto sassofonista e compositore argentino Javier Edgardo Girotto, accompagnato dallo Jonio Jazz Quartet (organizzazione dell’evento: Jonio Jazz Festival) e i colori del messaggio multiplo dell’universo artistico dei pugliesi Anna Maria Battista, Pierluca Cetera, Raffaele Fiorella, Ezia Mitolo, Danilo De Mitri e Claudia Venuto.

Jonio Jazz

Un momento di confronto e di interazione multisensoriale, concentrato e stratificazione di emozioni e linguaggi differenti, lungo un raccordo narrativo video che si svolgerà sulla superficie concava dell’intradosso di una volta a botte. La volta è un elemento architettonico di chiusura e di copertura di uno spazio, una pelle, una membrana viva, nella quale si concentrano le energie dinamiche di spinte e pesi del costruito. Un luogo fisico dinamico, storicamente celebrato dalla magnificenza di affreschi e narrazioni epiche o religiose.

Un concentrato di tensioni, ansie, speranze, racconti, palesati dalla figurazione. La volta è il cielo.

L’EPIDERMIDE, come lo strato più esterno e delicato della pelle, diventa limite tra terra e cielo, tra ciò che è materia e ciò che trasuda spiritualità. Limite impalpabile tra uomo e ultraterreno, tra sentimento e sublimazione.

Ogni tensione rappresentata si fa narrazione di istanze diverse e di microcosmi intimi:

Colore, consistenza materica, stratificazione, segnica della memoria sono alla base dei blocchi scultorei di Anna Maria Battista. Brani narrativi in cera, in cui appunti e momenti della propria esistenza, più o meno celati, invitano a riflessioni introspettive e sociali.

Pierluca Cetera lavora su una pittura ironica, denunciando la crisi di valori della società contemporanea. L’ironia dell’artista affronta argomenti sociali delicati, esasperandone forme e contenuti, in maniera sgrammaticata. Personaggi folli, volti ebeti, situazioni paradossali, affollano le sue opere, simboleggiando la perdita della spiritualità umana.

Il mondo onirico di Danilo De Mitri, s’inscena in contesti in cui grande forza ha l’ambientazione architettonica dal concetto tipicamente piranesiano di “rovinismo” o di paesaggi rigogliosi. I chiaroscuri decisi, l’assenza di una definizione temporale, i personaggi assenti, atti a recitare ruoli, spesso non propri, sono tutte prerogative di una rappresentazione scenica condita di antico romanticismo.

Il sottile e indefinito limite tra realtà e finzione, tra ironia e impegno sociale, delle proiezioni di Raffaele Fiorella ci catapulta in luoghi della memoria, in momenti fantastici e di probabile vita vissuta. Ed è lì, in paesaggi asettici e non ben definiti, che esili figure animano momenti di vita altri, contraddittori, proiettando un proprio IO riscoperto.

Il racconto artistico di Ezia Mitolo, tra scultura, fotografia, disegno, installazione, lascia emergere la parte più buia e recondita dell’inconscio, donandole forma e forza di una gestualità inquieta. Inconscio che si carica, a volte, di sfumature di denuncia sociale avvicinandosi a tematiche scottanti, che travagliano emotivamente, ma non solo, la società.

Claudia Venuto indaga, pittoricamente, la psicologia umana, come fondamenta di ogni atto comportamentale. Le sue figure ci raccontano di passioni, inquietudini, sentimenti, e creano una interazione con lo sfondo, il mondo, il proprio mondo, in una sinergia simbiotica, che confonde soggetto e sfondo. Un insieme significante interno ed esterno al tempo stesso. Un equilibrio coloristico che è anche vita, realtà e inconscio.

Gli artisti: Anna Maria Battista, Pierluca Cetera, Raffaele Fiorella, Ezia Mitolo, Danilo De Mitri, Claudia Venuto.

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sfondo

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EPIDERMIDE

a cura di Angelo Raffaele Villani

Convento S. Maria dei Martiri

Strada Provinciale 121 – Pulsano (Ta)

convento

LOCATION

La mostra resterà aperta nel solo giorno di sabato 12 ottobre 2013, negli orari 19:00/24:00.

INGRESSO LIBERO

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Jonio Jazz Festival

ROSSOCONTEMPORANEO allo Jonio Jazz Festival 2013

www.joniojazzfestival.com

Parte la quarta edizione dello Jonio Jazz Festival, fortunata e prestigiosa rassegna del jazz pugliese, raggiunta alla sua quarta edizione. Il Festival, che si svolgerà anche quest’anno nei giorni 10-11-12-13 agosto, trova una nuova location: il centro storico di Faggiano (Ta).

ROSSOCONTEMPORANEO supporta la programmazione della quattro giorni con una serie di interventi ed eventi collaterali, tra arte, fotografia e letteratura tematica, incastrandosi nel già fitto cartellone musicale, ricco di artisti ed ospiti nazionali ed internazionali. Il tema che caratterizzerà l’edizione 2013 sarà la contaminazione culturale tra musica e territorio, un confronto che si allargherà fino ad abbracciare orizzonti ampi e comprendenti l’intero bacino del Mediterraneo, con le influenze africane.

All’interno del fitto cartellone eventi di JONIO JAZZ FESTIVAL che trovate alla pagina http://www.joniojazzfestival.com/, gli eventi programmati e curati da ROSSOCONTEMPORANEO saranno i seguenti:

Le rotte della musica

SABATO | 10 agosto – ore 20:00

Oratorio Santa Maria del Carmine, Via Vittorio Emanuele.

FABIO CIMINIERA

Le rotte della musica – I suoni del Mediterraneo

A cura di ROSSOCONTEMPORANEO

Sabato 10 agosto, ore 20:00, nella serata di apertura del Festival, ROSSOCONTEMPORANEO organizza un talk culturale, incentrato sulla presentazione del libro “LE ROTTE DELLA MUSICA – I suoni del Mediterraneo”, Ianieri Edizioni, del musicologo pescarese Fabio Ciminiera.

Attivo nel mondo del jazz dal 2000, conduttore radiofonico e televisivo, redattore e critico, ufficio stampa e organizzatore, Ciminiera è redattore per la sezione giornalistica di Jazz Convention, conduce rubriche sul sito Real Interviews, interviste audio ai protagonisti del jazz, e Finnish Jazz, una finestra dedicata alla scena musicale finlandese. É stato, inoltre, conduttore della trasmissione televisiva Jazz Around TV. Dal 2007 fa parte dello staff del Pescara Jazz Festival.

1011353_1015180827 luglio 2013, Fabio Ciminiera insignito de La Vela d'Oro 2013 al Pineto Accordion Jazz Festival.

In foto: 27 luglio 2013, Fabio Ciminiera insignito de La Vela d’Oro 2013 al Pineto Accordion Jazz Festival.

“LE ROTTE DELLA MUSICA – I suoni del Mediterraneo” è un libro di ampio respiro, che si costruisce come viaggio musicale attraverso le musiche più diverse del Mediterraneo.

Il Mediterraneo raccontato attraverso le parole dei musicisti. Ottanta protagonisti della vita musicale di una regione ampia, attraversata da suoni e ritmi di ogni provenienza, colorata da strumenti dalle mille voci. Paolo Fresu, Riccardo Tesi, Akim El Sikameya, Abaji, Franco Cerri, Gianluigi Trovesi, Ziga Koritnik, Bojan Z e molti altri dipingono un affresco pulsante e vivo, sempre cangiante. Un percorso estremamente libero tra incontri e influenze: artisti che hanno attraversato, nelle espressioni e nelle esperienze, il confine imposto dal mare e dalle proprie tradizioni, senza rinnegarle, per dare vita a sonorità intriganti. Il jazz e l’improvvisazione sono il filo conduttore de “Le rotte della musica”, un viaggio illustrato dalle fotografie di Andrea Buccella.

Intervista a Fabio Ciminiera

Il talk sarà condotto dalla Dott.ssa Annalisa Defazio, musicologa, e vedrà la partecipazione di Oronzo Corigliano, artista e conservatore del Museo Civico della Paleontologia e dell’Uomo, di Lizzano (Ta).

L’intervento di Corigliano, completerà la presentazione del libro, arricchendone i contenuti della prima esposizione, da un punto di vista quasi documentario, per l’esperienza diretta più che decennale nel continente africano, e avendo altresì potuto sperimentare  l’influenza della musica nel quotidiano delle comunità tribali e nella cultura dei luoghi.

reperti

SABATO | 10 agosto – ore 21:00

Sala espositiva, Via Vittorio Emanuele

Esposizione di arte e artigianato africano: strumenti musicali, oggetti rituali e di uso quotidiano, maschere, sculture e fotografie, secondo un percorso ragionato, tra aree destinate al multimediale, fotografie e video, e aree destinate agli oggetti. Evento organizzato da ROSSOCONTEMPORANEO, in collaborazione con l’Associazione Amici dei Musei – Greci e Messapi, di Lizzano (Ta).

Gli oggetti esposti provengono dalla collezione del Museo Civico della Paleontologia e dell’Uomo, di Lizzano (Ta).

asso

10-11-12-13 agosto – ore 18:00/24:00

Muro in cemento di Largo Diaz

ASSO!!

A cura di ROSSOCONTEMPORANEO

ASSO  nasce come galleria permanente d’arte e jazz a cielo aperto, nella necessità di integrare diversi mondi e sensibilità artistiche, musica e arte figurativa, proponendosi come operazione intelligente di rivisitazione di spazi aperti urbani chiaramente degradati, o siti in stato di semiabbandono.

La valorizzazione degli spazi, attraverso interventi mirati di arte contemporanea ed eventi culturali e di spettacolo studiati ad hoc, restituisce quella dignità necessaria per connotarli come nuovi luoghi di socializzazione, aggregazione e sinergia culturale.

L’operazione artistica vedrà coinvolti 7 writers sul tema “Musica e territorio”, visti entrambi come elementi imprescindibili di forza, energia e vitalità, simboli di libertà e movimento. Un territorio in continuo movimento.

Gli artisti invitati:

  • 9Periodico (Termoli – Cb)
  • Chekos’Art (Lecce)
  • Eight (Brindisi)
  • Foko (Napoli)
  • Opiemme (Torino)
  • Stencilnoire (Taranto)
  • Urka (Ascoli Piceno)

GENIUS LOCI

10-11-12-13 agosto – ore 20:00/24:00

Vecchio Municipio, Via Vittorio Emanuele.

GENIUS LOCI – Tra anima e minimalismo

A cura di ROSSOCONTEMPORANEO
Percorso fotografico tra espressività ed improvvisazione del jazz e i colori del territorio, letti attraverso la forza evocativa del dettaglio.

Il GENIUS LOCI, come Dio dei luoghi perduti, esiste?

I luoghi hanno un’anima?

Dalla sua origine di divinità secondaria della religione romana, passando per i diversi utilizzi di quella che oggi è divenuta un’affascinante metafora per indicare l’essenza, la vocazione, l’identità estetica di un luogo, il GENIUS LOCI viene indagato percorrendo una serie di frames legati al mondo del jazz, a quel mondo dell’improvvisazione, che spesso è “anima”, intima essenza (nel bianco e nero di Andrea Buccella e Maria Grazia Marrulli), e al tempo stesso confronto con quanto di strettamente locale testimoniano i dettagli architettonici della fotografia minimalista di Vito Leone.

Colori, profumi, sensazioni: un mix denso di bellezza, di estetica dell’architettura, di antropologia e narrativa, in una letteratura che si fa viaggio ideale, trasporto di emozioni.

Fotografi invitati:

  • Andrea Buccella (foto in b/n su artisti del Pescara Jazz)
  • Maria Grazia Marrulli (foto in b/n su artisti dello Jonio Jazz Festival)
  • Vito Leone (foto e video su uno studio minimal del territorio)

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LA TARANTO CHE NON VOGLIAMO 2

LA TARANTO CHE NON VOGLIAMO

  • 27 luglio|3 agosto 2013
  • A cura di Angelo Raffaele Villani

ROSSOCONTEMPORANEO, in collaborazione con MACO’, organizza una mostra fotografica-documentaria, aperta a tutti i cittadini del capoluogo ionico, senza alcun preclusione professionale e limite di età: dai 9 ai 99 anni.
Un evento aperto alla partecipazione, alla discussione e alla riflessione, attraverso l’utilizzo della fotografia. Un semplice dettaglio, un frame di vita vissuta, un paesaggio inaccettabile.
Rappresenta con un click LA TARANTO CHE NON VOGLIAMO.

Gli scatti, di artisti professionisti, fotografi, comuni cittadini, ragazzi, saranno stampati su carta fotografica, ma anche cartonicino, tenendo come riferimento il formato di cm. 35×50.

Sarà possibile applicare la foto su supporto rigido (forex), ma anche no.
L’evento si organizzerà presso la sede di ROSSOCONTEMPORANEO (o MACO’), da sabato 27 luglio al sabato successivo (3 agosto).

Chi non potrà stampare, per motivi più diversi (anche economici), si vedrà garantita almeno la proiezione della propria opera su video.

Tutte le opere fotografiche, stampate o meno, andranno inviate preventivamente all’indirizzo mail della galleria [info@rossocontemporaneo.it] o a quello personale [angeloraffaele.villani@gmail.com], per organizzazione dell’evento.

La consegna delle fotografie stampate, avverrà nei giorni: 24-25-26 luglio, dalle ore 10:00 alle ore 12:00.

Le opere esposte e TUTTO il materiale raccolto, in un DVD, sarà gentilmente donato all’Amministrazione Comunale.

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LA TARANTO CHE NON VOGLIAMO!!
A cura di ROSSOCNTEMPORANEO
27 luglio | 3 agosto 2013

Via Regina Margherita, 40 – Taranto

VERNISSAGE: sabato 27 luglio, ore 20:00

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Locandina

A WINDSOR

  • 5|18 luglio 2013
  • A cura di Martina Cavallarin e Massimo Guastella

CO61 Arte Contemporanea di Gianmichele Arrivo e ROSSOCONTEMPORANEO di Angelo Raffaele Villani presentano A WINDSOR, personale di Giuseppe Ciracì, a cura di Martina Cavallarin e Massimo Guastella, che sarà inaugurata venerdì 5 luglio alle ore 20.00, presso la meravigliosa cornice di Palazzo Vernazza Castromediano a Lecce. Una grande raccolta di opere a ciclo aperto incentrate sullo studio del tema anatomico. Le carte leonardesche di Windsor sono infatti, le fondamenta su cui Ciracì costruisce opere di sorprendenti intensità e novità. Secondo Massimo Guastella, docente presso l’Università del Salento e critico d’arte, “Queste “pagine” attraggono per il denso viluppo visivo e concettuale che costituisce il percorso semantico e mentale verso cui è condotto lo sguardo del fruitore”. Così Giuseppe Ciracì sceglie Leonardo da Vinci, il massimo artefice di progetti che guardano al futuro, e “sentendosi epigono della tradizione, la prosegue e la modifica perpetuando la testimonianza del proprio tempo, consapevole che il confine è sempre più sottile”.

L’analisi di Martina Cavallarin critica e curatrice, che segue da diversi anni l’evoluzione artistica di Ciracì, parte da un assunto: “l’arte possiede l’arma dell’Impertinenza: sfuggente, endemica e fisiologica, difficile e incatalogabile. l’Impertinenza è l’Opera d’Arte, e questa fa la differenza. Se la necessità di Ciracì – necessità in bilico tra iper-realismo e un concettualismo colto e ricercato – risiede nel riuscire a spostare l’inerzia della pittura tradizionale, la pratica sta godendo di evoluzione mentale e formale traducendosi in una condizione di partecipazione e di relazione oggettuale nella proposta di un impiego alternativo dello sguardo che deve funzionare, come in questo ciclo A Windsor, secondo una diversa autonomia e reinventata sotto-realtà”. Il metodo di Ciracì è rigoroso e minuzioso. Fatto di sovrapposizioni e sapienti assemblaggi, giochi di raffinati chiaroscuri in cui matita e pennello imprimono sulla carta potenti effetti tridimensionali. Al centro delle sue rappresentazioni abitano volti o squarci di corpi e tuttavia “l’immagine adoperata resta fuori da ogni memoria celebrativa, benché appartenente al suo mondo reale, alla sfera degli affetti e della partecipazione emotiva o quotidiana, e non si riduce mai a puro involucro”.

Nella serata della vernice, l’evento si arricchirà di letture psicologiche a cura della Dott.ssa Maria Patrizia Basile e sarà accompagnata ed impreziosita dalla degustazione dei pregiati vini delle Cantine Menhir Salento, connubio di passione e contemporaneità del gusto, e dalle note flautate del quartetto Mediterraneo composto da Marco Delisi, Carmela Rita Guarino, Marilisa Maselli e Gabriele Guerrieri, un gruppo di recente formazione che armonizza al suo interno elementi di grande energia e talento.
In mostra il catalogo di Giuseppe Ciracì, Opere, edito da Mario Congedo di Galatina, il n.4 della Collana Tasc Territorio, Arti Visive e Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università del Salento, con i testi di Massimo Guastella e Martina Cavallarin, che prenderanno parte alla serata.
Con il patrocinio del Comune di Lecce, Provincia e Regione Puglia, l’evento concorre alla candidatura di Lecce città della Cultura 2019. In collaborazione con Laboratorio TASC dipartimento di Beni Culturali Università del Salento, CRACC Srl spin-offf Università del Salento e Scatolabianca Milano, media partner della serata InOnda Webtv.
Questo evento è stato reso possibile grazie al supporto di ProMedicare, azienda impegnata da anni nella ricerca in ambito anatomico, che ha creduto nell’importanza culturale ed artistica dell’iniziativa.

Note sull’autore

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GIUSEPPE CIRACÌ
Nato a Brindisi nel 1975.
Inizia gli studi presso il Liceo Artistico “Edgardo Simone” di Brindisi e prosegue diplomandosi con lode in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Muove i primi passi in Puglia per poi trasferirsi nel 2003 a Milano dove sviluppa le ricerche nell’ambito della pittura figurativa. Dal 2007 focalizza l’intera produzione sul tema del ritratto, reinterpretato in una chiave del tutto personale. Ha collaborato con i suoi dipinti al film-documentario Sigmund Freud, Il grande pensatore, regia di Ferruccio Valerio, il Centro Storico, Milano 2007. È docente titolare di Arte e Immagine e di Discipline Pittoriche. Vive e lavora tra Brindisi e Milano. Colleziona dal 1997 un’attiva partecipazione a collettive e personali su tutto il territorio italiano ed internazionale, da Catania a Milano, fino a Berlino e Bali (Indonesia). Riceve numerosi premi e riconoscimenti tra cui i più recenti nel 2013 il Premio Ora, Selezione della Giuria Curatoriale, San Donà di Piave (Ve), nel 2011 Mag Prize (Milano Arte Giovane) Spaziarti, Milano, 2° premio ed il Premio Celeste, Fondazione Brodbeck, Catania nel 2010.

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Save the Beauty

SAVE THE BEAUTY | Taranto chiama Italia > Italia risponde

  • 21|23 marzo 2013
  • A cura di ROSSOCONTEMPORANEO

Il 21 marzo parte il Progetto nazionale SAVE THE BEAUTY | TARANTO CHIAMA ITALIA > ITALIA RISPONDE ideato e curato dalla Galleria ROSSOCONTEMPORANEO di Taranto. È un progetto artistico in sinergia tra realtà operative differenti, nato per testimoniare il proprio NO al rischio di appiattimento del Sistema Cultura in Italia, a causa di una politica poco attenta alle potenzialità di un settore che invece dovrebbe essere trainante e motivo di ricchezza per la nostra economia. Il Progetto è una vera e propria sfida non convenzionale giocata sulle argomentazioni della Bellezza, della Consapevolezza, della Partecipazione Attiva del mondo della Cultura e dell’Arte contemporanea. Simbolicamente prende il via da un territorio martoriato, un tempo culla della civiltà Magno Greca in Italia (l’antica TAPAZ), oggi vessato dalla grande Industria siderurgica, l’ILVA, che in 60 anni lo ha trasformato in un luogo di morte e dove regna la totale incertezza nei confronti del futuro.

Il TARANTO DAY, del 21-23 marzo è l’evento che legherà l’Italia, da nord a sud, in una rete fitta di eventi espositivi e performativi in contemporanea nazionale. Un segno di vicinanza morale al dramma tarantino, con l’auspicio che la creazione di questo “laboratorio delle idee” possa innescare una scintilla per un nuovo Rinascimento Culturale.

100 GALLERIE x 1000 ARTISTI

Gallerie e spazi che hanno contribuito a creare una rete espositiva nazionale in occasione del TARANTO DAY del 21-22-23 marzo 2013

Gallerie

Segui sul sito di SAVE THE BEAUTY gli approfondimenti e le evoluzioni del Progetto.

INFO: http://savethebeauty.wordpress.com

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locandina

CIRCUS | FENOMENI DA COMICS

  • 26 gennaio | 2 febbraio 2013
  • a cura di Angelo Raffaele Villani, LABO Fumetti e FATTI DI CHINA

Domenica 27 gennaio 2013 avremmo dovuto festeggiare il primo anno di vita di ROSSOCONTEMPORANEO. Ma chi avrebbe mai osato attendere fino al 27 gennaio? Essendo ansiosi, 364 giorni di estenuante attesa, sinceramente, sarebbero risultati un po’ troppi. Ed eccoci, allora, a festeggiarlo un giorno prima: Sabato 26 gennaio 2013, ore 19:30.
Pertanto, BUON COMPLEANNO ROSSOCONTEMPORANEO.

Un Compleanno che vogliamo vivace, caratterizzato dal sorriso. volutamente ludico e divertito, in compagnia dei fumettisti della nostra città e non solo. Quale migliore occasione di celebrare un Compleanno con una mostra, che in fondo non è una vera e propria mostra, ma un gioco, un cul de sac di emozioni, un evento che definiamo senza mezzi termini “Carrozzone dell’Improbabile”, tra illustrazione, fumetto, movie, colore, allegria, video, luci e musica.

CIRCUS è un’alchimia nella quale ci riconosciamo, forse perché a noi piace lavorare con il sorriso, un po’ giocando, un po’ rischiando di deragliare dai binari della seriosità.
In pista, a CIRCUS, scenderanno giovani, ma esperti e smaliziati fumettisti. Fumettisti ed illustratori operanti un po’ in tutta Italia, da Milano, Firenze, Bari, Taranto. Dalle strisce della Marvell, alla Sergio Bonelli Editore, ai personaggi della Dreamslair Entertainment, dal mondo della comunicazione di Fatti Di China, ai racconti pulp, un mondo da scoprire con il sorriso stretto tra quei pochi denti che vi sono rimasti.

CIRCUS | Fenomeni da comics
26 gennaio | 2 febbraio 2013

Gli artisti:
Gabriele Benefico, Emanuele Boccanfuso, Alberto Buscicchio, COMAVIBA, LEG, Enzo Rizzi, Nicola Sanmarco, Walter Trono, Alessandro Vitti, Gianfranco Vitti, FATTI DI CHINA…con: DAMAXX, Niko D’Accolti, GIANVO G, Enzo Rosato.

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 Locandina ATTENTI A QUEI DUE

ATTENTI A QUEI DUE (The Persuaders)

  • 1|29 dicembre 2012
  • a cura di Gianmichele Arrivo, Ilaria Miccoli e Angelo Raffaele Villani

Due Gallerie d’Arte Contemporanea lavorano in sinergia, per la prima volta, organizzando un evento espositivo comune. L’Arte Contemporanea a Taranto fa sistema.

Dieci artisti, tra opere pittoriche, fotografie, disegno, installazioni e video. Oltre 50 opere, due inaugurazioni.
Il titolo della mostra si rifà chiaramente alla nota serie televisiva britannica trasmessa dal 1971 al 1972, “THE PERSUADERS!” (Attenti a quei due), interpretata da Tony Curtys e Roger Moore. Della nota serie TV rimane celebre anche il motivo musicale della sigla, uno dei più famosi e riconoscibili della storia televisiva, composto da John Barry, già autore delle musiche dei film di James Bond.

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S’inaugura sabato 1 dicembre 2012, presso la galleria ROSSOCONTEMPORANEO a Taranto, e sabato 15 dicembre, presso la galleria CO.61 ARTECONTEMPORANEA a Grottaglie (Ta), la collettiva d’arte contemporanea “Attenti a quei due (The Persuaders)” a cura di Gianmichele Arrivo, Ilaria Miccoli e Angelo Raffaele Villani.

Dieci artisti – Anna Maria Battista, Giuseppe Ciracì, Alessia Cocca, Raffaele Fiorella, Paola Mancinelli, Monticelli & Pagone, Cosimo Piediscalzi, Raffaele Quida, Piera Scognamiglio, Sasha Zelenkevich – sulla via della ricerca intima, attraversano quel complesso mondo esteriore ed interiore che accompagna l’IO.

Dalla seconda inaugurazione, la mostra sarà visitabile in entrambe le gallerie che resteranno aperte in contemporanea fino al 5 gennaio, con opere degli stessi artisti declinate in maniera e proporzioni diverse.

L’evento si fa così novità assoluta di concetto e proposta nel panorama culturale locale. Per la prima volta due gallerie d’Arte, ROSSOCONTEMPORANEO e CO.61 ARTECONTEMPORANEA, lontani dal concetto di egocentrismo, lavorano in totale sinergia. È così che l’arte contemporanea a Taranto si fa Sistema. Un approccio propositivo di cooperazione per stimolare quel processo di aggregazione ormai improcrastinabile, unico reale mezzo di crescita per il nostro territorio, dove la cultura è sinonimo di qualità di vita.
“Attenti a quei due”, che gioca dichiaratamente sulla dualità scanzonata tra Tony Curtys e Roger Moore, protagonisti della nota serie televisiva britannica trasmessa dal 1971 al 1972, “THE PERSUADERS!” (Attenti a quei due), sottolinea appunto la fattibilità del processo di cooperazione e anche tra soggetti dichiaratamente concorrenti. Anteporre all’interesse personale e “commerciale”, la causa comune del fare sistema per creare valore aggiunto. Ecco la chiave di successo dell’operazione. Un esperimento che si pone come primo importante tassello che getta le basi per proporre nuovi linguaggi e costruire un nuovo sistema. In mostra oltre 100 opere, tra pittura, fotografia, disegno, video ed installazione.

La narrazione dell’IO, le ansie interiori e i contorni indefiniti delle mille variabili , narrata con modalità del tutto personali:

“Chi è io? Cos’è questo intervallo tra me e me?” (Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine, 1982)

opere

Anna Maria Battista, nelle potenzialità espressive della cera, materiale prediletto della sua più recente ricerca artistica, affiancata a sperimentazioni diverse, ci regala la delicatezza e la mutevolezza della materia plasmata al variare della luce. Immagini ed emozioni impresse e custodite negli strati cerosi di blocchi semplici, formalmente, e ripetuti. Affascinata dal sociale, i suoi blocchi narrano memorie silenziose, frammenti di vita ritrovati e di racconti chiaramente autobiografici.

Nell’arte iperrealista di Giuseppe Ciracì, è raffinata e concettuale, apparentemente antica, con rimandi vagamente barocchi. Il suo fare maniacale spinto alla ricerca del dettaglio: volti, corpi, particolari anatomici, lavorati in chiaroscuro tra visibile e invisibile, in una raffigurazione “a strati” – finito, tessuto muscolare, ossa – sfugge da ogni possibile retorica di semplicistica operazione di mimesi. Nelle sue rappresentazioni Ciracì contestualizza il rapporto con gli altri, in una dialettica diretta. Il viso, in primo piano, incontra (o si scontra) con il mondo delle emozioni e delle sensazioni. Le opere a matita sono frames differenti e successivi. Fogli che creano un percorso dinamico, denso di particolari, e che lasciano spazio ad analisi ed inquietudini profonde.

Alessia Cocca, nella sua ricerca, tra fotografia ed elaborazione digitale, mette in campo immagini dal chiaro rimando personale, introspettivo, anche nostalgico, di un periodo vivace e felice: l’infanzia. Nella piena leggerezza ed ingenuità, lontanissima dal mondo strutturato dei grandi, Alessia rievoca racconti personali, metamorfosi naturali di esperienze vissute come per un ricco album fotografico di famiglia. Emerge sempre la forza indelebile del nostro passato.

In bilico tra poesia e disagio e fatiche della vita quotidiana, sempre raccontate con estrema ironia ed eleganza, le videoinstallazioni di Raffaele Fiorella si rivelano per il loro sottile e sofisticato gioco di contraddizioni. Ombre cinesi, che ci riportano all’infanzia, dove ogni immagine potrebbe essere una finestra su altro mondo, che è un evento, un sentimento, una sensazione. Si tratta di opere installative, a metà tra la video art e l’opera scultorea, tridimensionale. Fiorella mette in scena corpi umani in movimento, proiezioni di sagome su contesti installativi composti da oggetti, costruzioni, ambientazioni ad hoc, un po’ come in celebri film di animazione. Piccoli fantasmi che aprono finestre su universi domestici, a volte ironici e scanzonati, a volte impegnati e testimonianza di disagi e di “vite in equilibrio”.

La poesia di Paola Mancinelli si veste della forza di un abito metropolitano. I suoi pensieri sono segni di un tempo presente, vivace e profondo, ricco di sfumature a noi vicine, quotidiane. Sensazioni che ci appartengono da sempre, tacite, ma che lanciano nella loro lettura, momenti di riflessione profonda e la necessità del confronto. Le esperienze, le sensazioni, le ambientazioni non direttamente fisiche e riconoscibili, sono ricche di colore e passione, e trasmettono una necessità inspiegabile di riappropriazione.

Il mondo estetico di Monticelli & Pagone è il mondo di una contemporaneità ambigua, rappresentata da soggetti dalle posture contratte e compiacenti, plastiche, perfettamente in posa quasi come antiche statue, svuotate però proprio di quella prerogativa di iniziale antica classicità. Posizioni disinibite, dall’equilibrio instabile, arricchite da particolari variopinti, feticci, che rimandano ad un sentimento di contrapposizione, tra l’esaltazione della bellezza corporea e l’abbrutimento contemporaneo del pensiero. Una doppia narrazione simultanea, tra colore e il bianco e nero, tra immagine e la sua macchia, rappresentazione del tormento individuale degli artisti, nell’ambiguità del loro sentire, dibattuto tra serietà e ironia.

Cosimo Piediscalzi si fa narratore del suo intimo quotidiano, attraverso un “Diario visivo” di disegni veloci, dal tratto fresco e divertito, che inscenano una realtà paradossale. Immagini e gestualità intervallate da ampi spazi di bianco, necessarie pause narrative, come per ogni storyboard che si rispetti. Presi dalle incombenze del quotidiano, non ci accorgiamo della meravigliosa ricchezza che contorna la nostra vita, e tutto ci scivola nella totale indifferenza. Piediscalzi recupera questi “soggetti amorosi”, collezione di “ritratti” o di “nature morte”, frammenti di piccole storie quotidiane, esaltando il sentimento di amore-odio per ciò che ci circonda. Ogni ritratto, ogni ambientazione è parte del vissuto dell’artista, ed è intimamente intriso delle emozioni e delle libertà più pure e innocenti della fanciullezza.

Raffaele Quida affida le proprie opere installative ad indagini, a tratti ironiche, a tratti seriose, sulle esasperazioni di un sistema consumistico, quale l’attuale, e di una società fortemente viziata, con un orecchio teso verso l’ignoto, quasi a voler esternare una necessità di infinito e di eternità, anelito di un mondo migliore. E tutto ciò, col fare tipico di un ricercatore astrofisico, genuinamente emozionato anche dalle più piccole misteriose percezioni spaziali. Le sue opere, intrise di gestualità e materia, di convergenze e contrasti, si fanno espressione di pensieri dalla grande carica spirituale, che, mutuando un senso d’immaterialità e d’impalpabilità, evocano universi interiori coraggiosamente palesati.

Il tratto espressionista di Piera Scognamiglio esplode dirompente nella sua ricerca artistica più recente: un universo sognante costituito da figure femminili dalla intensa carica erotica. Figure mai ingenue, ma smaliziate e consapevoli della forza della propria intimità, finanche ammiccanti quello status di mercificazione proposto dal fare quotidiano. Figure senza tempo, immerse in campiture scevre da ogni riferimento spaziotemporale, che si arricchiscono di particolari allusivi e di chiara matrice naturalistica. Il suo segno, deciso, di penna e matita su carta e acetato, non traccia contorni definiti, lasciando che la figura rappresentata sia il risultato di una sapiente costruzione di freschezza gestuale.

Il linguaggio informale delle opere di Sasha Zelenkevich, infine, si carica di una decisa volontà segnica e coloristica, trovando fonte d’ispirazione nei ricordi del passato, e caricandosi di una espressività pittorica, dai toni coloristici e dai tratti tenui e sognanti. Una materia sensoriale che è testimone di rimembranze lontane, di sentimenti fugaci e di mille segmenti caratterizzanti, filtrati attraverso la potenza della personale immaginazione. Piccoli segni emotivi di una figuratività imprigionata dalle campiture predominanti, spesso monocrome, dalle quali affiorano impercettibili rimandi della memoria, colori, gestualità, parole in cirillico che sono tracce autentiche dell’interiorità dell’artista.

Gli artisti:

Anna Maria Battista, Giuseppe Ciracì, Alessia Cocca, Raffaele Fiorella, Paola Mancinelli, Monticelli & Pagone, Cosimo Piediscalzi, Raffaele Quida, Piera Scognamiglio, Sasha Zelenkevich.

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Y - locandina 3

Y. TENSIONE SUPERFICIALE

  • 6|27 ottobre 2012
  • a cura di Simona Caramia

La Galleria ROSSOCONTEMPORANEO | Taranto, in occasione della Giornata del Contemporaneo (VIII edizione – 2012, promossa da AMACI, Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani), presenta, sabato 6 ottobre alle ore 18.00, Y. TENSIONE SUPERFICIALE, una mostra collettiva volta ad esemplificare l’intensità della tensione, che da mero stato emotivo, si fa drammatico processo identitario o percorso spirituale, volgendo nel sociale, nello spazio pubblico, connotandosi di caratteristiche politiche e contestatarie.

La mostra sarà a cura di Simona Caramia, critico e curatore indipendente, e annovera la presenza di cinque artisti appartenenti a generazioni, formazione e linguaggi diversificati (dal video alla fotografia, dalla pittura alla scultura all’istallazione).

Anna Maria Battista, Maria Grazia Carriero, Claudia Giannuli, Silvio Giordano, Gino Sabatini Odoardi, ognuno conscio del segno delle proprie origini, stigmatizzano spaccati esistenziali, collegando istanze particolari a valori e tematiche universali: le minimali impossibilità espresse di Sabatini, l’inconsueto ritorno alla “vita” di Giordano, la spiritualità panica di Battista, i futuristici personaggi – sotto campana di vetro – di Giannuli, le architetture cromatiche di Carriero, lungi dal descrivere esclusivamente un percorso di bellezza, all’interno dell’arte, scandiscono in modo autonomo ed originale tempi dilatati, narrando – tra immagine e prefigurazione – innovativi spazi vitali, che solo la capacità immaginifica e creativa può reinventare.

Il desiderio del segno

…l’utopia di un mondo unificato e il sogno di un universo da esplorare. (Marc Augé)

C’è un labile confine tra il bisogno ed il desiderio, tuttavia l’uno rivela una mancanza, l’altro scatena uno stato di tensione, che a sua volta permette di ripensare alla fragilità come «esposizione infinita a un fuori che può sempre sfuggire o invadere fino a farla esplodere», per citare Jean-Luc Nancy. Il desiderio di plasmare degli artisti – Anna Maria Battista, Maria Grazia Carriero, Claudia Giannuli, Silvio Giordano, Gino Sabatini Odoardi – sprigiona e rivela, attraverso il segno dell’arte, tutta l’intensità della tensione, che da mero stato emotivo, si fa drammatico processo identitario o percorso spirituale, volgendo nel sociale, nello spazio pubblico, connotandosi di caratteristiche politiche e contestatarie, poiché il desiderio, dunque la tensione implica sempre l’alterità. I cinque artisti, ognuno conscio del segno delle proprie origini, stigmatizzano spaccati esistenziali, collegando istanze particolari a valori e tematiche universali: le minimali impossibilità espresse di Sabatini, l’inconsueto ritorno alla “vita” di Giordano, la spiritualità panica di Battista, i futuristici personaggi – sotto campana di vetro – di Giannuli, le architetture cromatiche di Carriero, lungi dal descrivere esclusivamente un percorso di bellezza, si interrogano e si inquietano, reinventando – tra immagine e prefigurazione – innovativi spazi vitali, che solo la capacità immaginifica e creativa può reinventare.

Simona Caramia

Gli artisti:

Anna Maria Battista, Maria Grazia Carriero, Claudia Giannuli, Silvio Giordano, Gino Sabatini Odoardi.

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locandina

HUNDRED OF FACES IN ONE SOUL | Solidarietà con la tua scultura

  • 25|28 giugno 2012

Dalla Galerìa Dionis Bennassar MADRID a ROSSOCONTEMPORANEO |TARANTO

“Hundred Of Faces In One SOUL” – SOLIDARIETA’ CON LA TUA SCULTURA

Evento patrocinato dal Consolato Generale della Repubblica d’Albania di BARI.

Evento in occasione del 50° anniversario della nascita delle cantine Feudi di San Marzano, presentazione della Performance “SOUL”. Avrai l’opportunitá di realizzare la scultura del tuo viso con lo scultore ARBËRESHË contemporaneo PANCRAZIO LEONARDO DE PADOVA e far parte anche tu di questo movimento artistico solidario che si sta sviluppando in tutta Europa. In occasione del 50° anniversario della nascita di “Cantine San Marzano”, presentazione della Performance “SOUL” presso la galleria ROSSOCONTEMPORANEO:

Evento finale con l’esposizione delle sculture realizzate in galleria presso la sede “Cantine San Marzano” in occasione di “MIMESI” 30 Giugno/1 Luglio.

Il costo della propria SCULTURA SOLIDARIA è di 40 euro
(la donazione sostiene la onlus Katundi Joni for Africa).

Soul

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The Masque

THE MASQUE

  • 5|14  aprile 2012
  • a cura di Angelo Raffaele Villani

S’inaugura giovedì 5 aprile 2012 alle ore 19,30, presso ROSSOCONTEMPORANEO, nella centralissima Piazza Garibaldi a Taranto, “THE MASQUE”, a cura di Angelo Raffaele Villani; il secondo appuntamento del Programma espositivo 2012: ΤARAS, tra mito e contemporaneo”. Un appuntamento che vedrà quattro artisti a confronto – Pierluca Cetera, Alessia Cocca, Massimo Festi e Marco Rea – su un tema attualissimo, ma con origini che si perdono nella notte dei tempi: la maschera. Il tema interseca argomentazioni ampie e complesse, toccando cultura, tradizione, società, religione.

“Tutto ciò che è profondo ama la maschera” – affermava  Friedrich Nietzsche – “le cose più profonde hanno per l’immagine e l’allegoria perfino dell’odio. (…) Ogni spirito profondo ha bisogno di una maschera: e più ancora, intorno a ogni spirito profondo cresce continuamente una maschera, grazie alla costantemente falsa, cioè superficiale interpretazione di ogni parola, di ogni passo, di ogni segno di vita che egli dà.”

Il concetto di maschera è uno dei fili conduttori del pensiero di Nietzsche, e da qui lo sviluppo dei temi essenziali della sua filosofia. Essenza o apparenza, eterna tematica, che già si vedeva elaborata nel pensiero di Schopenhauer. Come accadeva nelle riflessioni di Nietzsche, che confrontando modelli di vita presente e passata, giudicava la vita presente caratterizzata dalla decadenza, al pari potremmo rapportarci nel rappresentare il nostro tempo presente.

In una società dai continui mutamenti, accelerata dai ritmi frenetici del divenire, corriamo spesso su binari che non siamo noi a decidere. Da qui, “l’esigenza” di vestire nuove identità, anche di pura fantasia, per vivere sui fili di una vita parallela e uscire dalle logiche (o angosce) del quotidiano, di “comode corazze” per le nostre imperfezioni.

Cosa di più attuale, in un mondo in crisi quale quello che viviamo, che ha necessità reali di sicurezze e sentimenti di stabilità? La maschera diventa simbolo di un anelito continuo, insistito, verso la tranquillità di una entità rassicurante dietro la quale celarsi, proteggendo tutte le personali fragilità. Ma ancora, un mezzo ambiguo attraverso il quale liberarsi da ogni inibizione e condizionamento, cancellando una identità per sostituirla con nuove. In fondo, chi non è mai stato affascinato, almeno una volta nella vita, dall’idea di vestire panni diversi dai propri? Il tema trattato porterebbe a sfiorare e “celebrare” i riti plurisecolari della Settimana Santa, risalenti all’epoca della dominazione spagnola nell’Italia meridionale ed introdotti, a Taranto, fin dagli inizi del 1600, dal nobile Don Diego Calò. Un evento dalla straordinaria carica religiosa, storia ed opulenza scenografica, con i misteriosi perdoni incappucciati della processione dei Misteri del Venerdì Santo, evento di larghissima partecipazione cittadina ed attrazione turistica.

Dal sacro al profano, quindi, passando dai riti religiosi alle manifestazioni del sociale e della cultura.

Le ricerche affrontate dagli artisti, che ROSSOCONTEMPORANEO presenta, affermano l’esistenza di identità diverse, di volta in volta introspettive, ironiche, riflessive. Nuove articolazioni di un IO che palesa le emozioni più diverse: enfasi, sentimento, passione, gioia, paura, emarginazione.

La serie delle “maschere” presentate da Pierluca Cetera si muove scandagliando le pulsioni della vita e della morte di noi individui (eros e thanatos appunto). Le opere sono elementi tridimensionali (“cassettoni”, li definisce l’artista), che si compongono di un duplice livello creativo: il primo (quello esterno), della raffigurazione pittorica di personaggi, uomini e donne, ed il secondo (nascosto), interno al cassettone, con piccole sculture erotiche fluorescenti.
Opere che rivisitano giocosamente i canopi etruschi (e da qui il titolo di “maschera”). Le stesse pitture frontali sono realizzate esaltando la centralità compositiva ed un fare pittorico, che accosta la raffigurazione ad opere pittoriche “archeologiche”.
In questo gioco di divertita curiosità erotica, lo spettatore è invitato a spiare attraverso l’occhio cavo per poter godere l’immagine celata, ribaltando l’immagine del voyeur, che invece spia da dietro al quadro.

Alessia Cocca spazia tra fotografia ed elaborazione digitale, con un personalissimo rimando nostalgico ad un passato di bambina entusiasta, nella sua piena leggerezza ed ingenuità, ben lontana dal mondo strutturato dei grandi. Immagini, particolari, posture, ritratti ripetuti e similari, racconti personali che vivono una naturale metamorfosi secondo una sequenza di pensieri, di ricordi da perpetuare, di esperienze vissute come per un ricco album fotografico di famiglia. Un passato indelebile che ci segna inesorabilmente e che emerge sempre.

La maschera per Massimo Festi assume il significato di una seconda pelle, di un feticcio che nasconde la reale identità o ne crea di nuove, diverse; capace di liberare l’alter ego disinibito di chi la indossa. “La maschera è un simulacro di identità”. I suoi personaggi dominano la scena, posizionandosi al centro della riquadratura pittorica, caratterizzata da sontuosi fondali in carte da parati dal gusto tipicamente vintage. Figure rappresentative di vite ed identità non perfettamente delineate: non miti, quindi, non eroi, ma esseri imperfetti, icone di una società massmediatica. La maschera come feticcio, va rapportata ad un sistema società, e va letta con toni cangianti ed effimeri.

Le opere pittoriche di Marco Rea, uno dei più delicati artisti post graffiti della scena romana, sono espressione di una contaminazione multidisciplinare che attraversa i mondi complementari di pittura, fumetto, scenografia e writing. E’ il primo artista ad utilizzare i manifesti del mondo patinato della moda e della pubblicità come base per le proprie opere, dando vita a personaggi nuovi che perdono le sembianze originarie, fino a svelare un’anima segreta ed inquieta, dall’intimità trasfigurata. In questo processo di trasfigurazione dell’immagine, Rea elimina ogni accenno feticistico e commerciale del messaggio pubblicitario, esponendo la figura a nuova identità. I soggetti ricorrenti, soprattutto donne, sono rappresentati in tutte le proprie fragilità, sogni e pensieri.

Gli artisti:

Pierluca Cetera, Alessia Cocca, Massimo Festi, Marco Rea.

Pierluca Cetera

Alessia Cocca

Massimo Festi

Marco Rea

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.Locandina

I FILI DI ERSILIA

  • 27 gennaio | 11 febbraio 2012
  • a cura di Angelo Raffaele Villani

S’inaugura venerdì 27 gennaio 2012 a Taranto, alle ore 19,00, nella centralissima Piazza Garibaldi, ROSSOCONTEMPORANEO, nuovo spazio espositivo dedicato alle arti contemporanee ed atelier di comunicazione creativa e design. Un progetto ambizioso, in Terra Ionica, che segna l’evoluzione di un lungo percorso, nel panorama ampio della creatività e dell’arte contemporanea, del suo fondatore, Angelo Raffaele Villani, architetto e curatore tarantino.
ROSSOCONTEMPORANEO nasce sovrapponendo esperienze precedenti, maturate tra Abruzzo e Puglia nell’ultimo decennio, prima con Atelier777 Contemporary Art a Pescara e successivamente con OpificioCreativo. Pur nella variabilità delle esperienze, gli obiettivi restano identici: promuovere la ricerca della giovane arte contemporanea italiana, preferibilmente under 40, di artisti giovani e dalla eccezionale carica espressiva.
Particolare attenzione ROSSOCONTEMPORANEO la concentrerà sulle ricerche dei giovani artisti pugliesi.

A Ersilia, per stabilire i rapporti che reggono la vita della città, gli abitanti tendono dei fili tra gli spigoli delle case, bianchi o neri o grigi o bianco-e-neri a seconda se segnano relazioni di parentela, scambio, autorità, rappresentanza. Quando i fili sono tanti che non ci si può più passare in mezzo, gli abitanti vanno via: le case vengono smontate; restano solo i fili e i sostegni dei fili. Dalla costa d’un monte, accampati con le masserizie, i profughi di Ersilia guardano l’intrico di fili tesi e pali che s’innalza nella pianura. È quello ancora la città di Ersilia, e loro sono niente. Riedificano Ersilia altrove. Tessono con i fili una figura simile che vorrebbero più complicata e insieme più regolare dell’altra.
Poi l’abbandonano e trasportano ancora più lontano sé e le case. Così viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle città abbandonate, senza le mura che non durano, senza le ossa dei morti che il vento fa rotolare: ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma.

(da: Le Città Invisibili di Italo Calvino)

Dalla carica poetica e fantastica di una delle più interessanti città raccontate da Italo Calvino nel suo “Le Città Invisibili”, al groviglio di ragnatele quotidiane che segnano rapporti, relazioni, richiami per ognuno di noi, il passo è breve. Ragnatele che ci appartengono intimamente, bagaglio indissolubile di memoria, emozioni, colori, sentimenti, profumi, e che metaforicamente raccontano la complessità delle esperienze e delle ricerche artistiche pugliesi, in una ramificazione tentacolare, in un diffondersi imperioso verso luoghi altri, verso Ersilie nuove e sempre diverse.
Un confronto vivo tra esperienze del fare arte in Puglia, o per chi è pugliese, ma lavora fuori regione.
Quattordici artisti, tutti pugliesi, in un intreccio inusuale di fili mentali, di collegamenti ipotetici tra memoria e ricerche artistiche maturate nella terra d’origine, che ad un naturale sentimento di appartenenza, spesso sovrappongono le più ricche e svariate contaminazioni esterne, legando così la propria arte ad ambienti ed influenze differenziate.
Con “I FILI DI ERSILIA” si esalta una volontà di ricerca nel segno della varietà e della ricchezza espressiva del contemporaneo pugliese. Testimonianze coinvolgenti i più svariati ambiti della ricerca artistica, compresi proprio quei linguaggi multimediali ormai parte integrante dell’esperienza contemporanea.

Nelle tele e nei lavori di Marino, Massari, Scialpi e Solito, si legge forte una rappresentazione inquieta, sofferta, nelle quali domina spesso un chiaro messaggio sociale, talvolta politico o ideologico. Un senso d’inquietudine evidenziato anche da una rappresentazione rapida e gestuale, dal segno fresco e deciso.

Petrilli presenta un’arte digitale carica di un calore e di una felice manualità, nei tratteggi e nei decisi chiaroscuri. Opere di grande sensualità che hanno per protagonista seducenti figure femminili dall’erotismo vigoroso.

Calore nella gestualità espressiva la ritroviamo nei disegni di Molinaro. Una stratificazione d’immagini sapientemente giocate prospetticamente che hanno per riferimento la cultura pop e il mondo dell’illustrazione. Segni quasi incisi, utilizzando china e grafite di durezze diverse, nella totale assenza del colore.

L’universo fantastico di Muserra si lega indissolubilmente al fumetto e al digitale. Un mix di sensazioni attinte dai media, dal cinema e dalla musica, con uno stile personale ed inconfondibile. La figura umana è il fulcro della composizione con una rappresentazione  inquietante ed irrequieta.

Il package scultoreo di Francolino, parte dai cosiddetti prodotti del consumismo, dalle icone celebrate dalla pubblicità e dai mass-media, decontestualizzandoli e ricontestualizzandoli sotto spoglie diverse, in un mix di contenuti ironici, politici, sociali, dal chiaro sapore Pop Art.

Nella performance di Fontana, si fondono differenti linguaggi (arte visiva, canto e danza), per raccontare l’antico gioco della “campana”, quale metafora dell’aspirazione umana al miglioramento, della ricerca della meta, del paradiso.
Stessa tematica, seppur con modi e forme differenti, si affronta nel video presentato da Fiorella (dream), dove la leggerezza e la spensieratezza della rincorsa ai propri sogni, si scontra con la difficoltà palese dell’inarrivabilità degli stessi.

La mostra, infine, tocca le diverse anime di un’arte pseudo illegale, quale la street art, ormai sdoganata e perfettamente integrata, con le opere di Leg, Nocci, Rosato e Stencilnoire, tra spray, stencil e tag. Un’arte da strada tanto nobilitata da porsi come riferimento estetico delle generazioni più giovani, in sintonia perfetta con i loro linguaggi e valori estetici.

Gli artisti:

Raffaele Fiorella, Fabrizio Fontana, Andrea Francolino, Leg, Mariateresa Marino, Luigi Massari, Dario Molinaro, Michela Muserra, Nocci, Giuseppe Petrilli, Enzo Rosato, Patrizia Emma Scialpi, Giuditta Solito, Stencilnoire

Opere in mostra

Foto del Vernissage

I Fili di Ersilia – Vernissage

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